Chissà quante volte le avete viste su internet e vi hanno incuriosito, quante volte su Ebay avete fatto offerte per aggiudicarvele o magari solo distrattamente ci avete fatto qualche tocco di prova, già le Flat le prime miniature Subbuteo ne è passato di tempo da quel 1947 in cui debuttarono erano in cartone con la classica barretta ai piedi che andava ad incastrarsi nella piccola base concepita per uno spin quasi estremo, i team inizialmente red e blue come nella migliore tradizione di questo amatissimo gioco con il tempo poi una cinquantina di reference con la caratteristica di avere per tutti i team il calzettone nero. Le squadre erano vendute in bustine bastava quindi staccarle dal supporto e riutilizzando le basi inserirle pronte cosi' per nuove sfide, solo in un secondo tempo vennero vendute con le basi del colore del team, diventarono poi in celluloide per essere più robuste verso la fine degli anni 50 vennero sostituite da miniature in plastica tridimensionali. Furono comunque usate ancora dagli agonisti fino agli anni 70 ma poi abbandonate per materiali più performanti, diventarono quindi ambitissime dai collezionisti infatti questo tipo di player non ha mai perso il suo fascino di quel Subbuteo che fù.Alex Rota
















Daniel Tatarsky l'ho incontrato a Mantova alla presentazione Italiana del suo libro, di certo uno dei migliori scritti sul tema come notizie, fotografie e vendite. Un libro certo di nicchia ma molto atteso dai subbuteisti Italiani dopo la sua uscita in lingua Inglese dal titolo Flick to Kick, ma non solo dai subbuteisti in attività , anche chi a Subbuteo ci ha giocato in gioventù e andando in libreria se lo ritrova sullo scaffale , sfogliandolo si trova catapultato a ritroso nel tempo ricordandosi immediatamente di interminabili partite con amici che certamente non vede più da tempo, di liti e discussioni per le regole su cui non si andava mai d'accordo e su qualche scappellotto di mamma che sedava il tutto magari con il sequestro della pallina e conseguente fine del gioco. Ma chi e' Daniel Tatarsky? Come dicevo ho passato con lui ed altri amici un pomeriggio e dopo averci presentato il suo libro ed essere stato tempestato di domande rispondendo a tutti con l'aiuto del mitico Andrea Piccaluga campione del mondo 1978, si e' cimentato con noi in un torneo di Subbuteo, gentilissimo e disponibile Daniel è nato a Londra dove vive e lavora come attore, ha partecipato a due film ( The Disappeeared 2007) e ( Britannic 2007) è comparso nella pubblicità di Fifa 2006 con Rooney famosissimo player del Manchester Unidet e nel 2008 in quella della Citroen, è stato anche l'annunciatore della coppa d'Inghilterra del 2005 in una delle semifinali. La frase più famosa del suo scritto è un inno al Subbuteo " Il calcio vero è il gioco più bello del mondo, e il Subbuteo non è meno vero! Fanculo ai soldatini, al monopoli e alle macchinine". L'esperienza con Tatarsky non e' finita però a Mantova con Facebook sono rimasto in contatto con lui e nonostante il mio scarso inglese si parla di Calcio( tifosissimo dell'Everton) e naturalmente di Subbuteo passato, presente e futuro. Daniel verrà in Italia il 22/04 per il Fair di Verona invitato dall' amico Ghilardi, e sosterrà un tour de force che lo porterà fino a Roma nella tana dello Sharmrock dove anche gli appassionati romani lo potranno conoscere, e magari sfidarlo sul panno sorseggiando una buona birra.
Come usare il portiere? Bella domanda, e sopratutto che portiere? La distinzione è facile se si gioca a Subbuteo il classico portiere con la stecca in plastica solitamente nei tornei si usa quello in posizione eretta per coprire meglio gli spazi, in passato negli anni 70 si usava il "Diving" il portiere in tuffo certo non performante come il precedente ma concepito più per avere un estremo difensore rassomigliante alla realtà che i ragazzini del tempo con la fantasia vedevano in tuffo in acrobatiche parate. Se invece ci si vuol dilettare nel moderno calcio da tavolo bisogna adattarsi a portieri che ben poco hanno a vedere con l'estetica che l'antenato Subbuteo prevedeva, ma che hanno una funzionalità più adatta al tipo di gioco, infatti le basi da CDT dei giocatori si sono evolute in maniera incredibile e velocissima sfruttando tutte le pieghe del regolamento, troviamo quindi dei portieri detti lapidi, un unica forma con una piccola testa che nulla ha di umano, oppure dei portieri in metallo grandissimi con le braccia allargate al massimo consentito con una stecca non più in plastica ma in solido metallo con un aletta di comando molto più grande per una manovrabilità migliore. 
